"Un'infrastruttura inutile e dannosa, che avrebbe come conseguenza l'aumento del flusso di traffico dalle autostrade verso il centro di Milano". Legambiente bolla l'ipotesi, di cui la stampa è tornata a parlare in questi giorni, di costruire un tunnel sotterraneo che colleghi il polo fieristico di Rho-Pero con l'aeroporto di Linate. Così abbiamo scritto, con Di Simine, al Sindaco Letizia Moratti, all'assessore Simini, da cui dipende l'opera per competenza, e gli assessori Masseroli (urbanistica) e Croci (viabilità). Non siamo riusciti ad avere materiale di prima mano: gli assessori temono polemiche. Ma dai dati emersi sulla stampa siamo stati in grado di elaborare un piccolo dossier.
Abbiamo detto che siamo contrari, pur non potendo leggere alcuna documentazione tecnica, ma fidandoci di quanto scritto dai giornali, perché l'ipotesi di tunnel appare in totale controtendenza rispetto alle intenzioni dichiarate dall'attuale amministrazione comunale di investire sulla mobilità sostenibile, andando nella direzione di limitare la circolazione delle auto di proprietà. Non solo questa infrastruttura non ha nulla a che fare con le opere connesse a quelle previste per l'Expo. "In base a quale logica infatti i visitatori che sbarcheranno quotidianamente a Linate – ci chiediamo – si troveranno costretti a noleggiare un'auto o a salire su un taxi, percorrere il tunnel per poi salire su una navetta che li porterà al quartiere espositivo?. Crediamo invece che la soluzione più intelligente per soddisfare il bisogno di mobilità sia a portata di mano: basterebbe potenziare il passante ferroviario che collega Segrate con Rho".
Il costo stimato del tunnel, inoltre, si aggira attorno ai 2 miliardi di euro, di cui 800 milioni proverrebbero da fondi pubblici e i restanti 1,2 miliardi da capitali privati. In base ai calcoli di Legambiente, per rientrare solo degli interessi sull'investimento, i privati dovrebbero far pagare alle auto in transito (secondo il progetto: 8.000 veicoli al giorno) un pedaggio paragonabile a alla cifra che si spende oggi per percorrere lo stesso tragitto in taxi. Quanti automobilisti sceglieranno di pagare una simile cifra e quanti invece preferiranno l'ordinario caos urbano?
La strada da seguire è quella di potenziare i mezzi pubblici e cercare di ottenere lo stesso risultato riducendo il bisogno di automobile nell'attraversamento di Milano da est a ovest. In che modo? Utilizzando la linea S5 del passante ferroviario (Pioltello-Varese), in modo da poterla considerare davvero una linea metropolitana.
Uno scambio ferroviario a Busto Arsizio, infine, potrebbe garantire anche il collegamento tra Linate e Malpensa. Sarebbe sufficiente in questo caso garantire puntualità e interscambio con la linea Malpensa Express.
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domenica 5 aprile 2009
venerdì 13 marzo 2009
Un tunnel autostradale tra Linate e l'Expo?
Ci sono già le imprese appaltanti (capofila la Torno). C'è già la stima di denaro pubblico da richiedere (800 milioni di euro che non ci sono, poi la differenza la si può pretendere in corso d'opera). C'è la scusa dell'Expo. Una pura scusa, perché di questa mega autostrada urbana sottorranea non c'è traccia. E il comune si appresta ad affidare i lavori a trattativa privata (vedasi articoli su Repubblica e Corriere).
In attesa di una uscita pubblica che sto studiando con Damiano per la prox settimana, mi domando solo una cosa: non si era deciso di NON costruire parcheggi ad hoc per il nuovo quartiere dell'Expo? Che chi arrivava in auto avrebbe dovuto lasciarla lungo le autostrade a qualche chilometro e sarebbe poi stato portato sul posto con navette? E se invece c'è il tunnel, il povero visitatore dell'Expo cosa fa? Sbarca a Linate, trova una flotta di taxi e di auto a noleggio che lo attendono, per guidare in un panoramico tunnel sino alla Fiera? Eppoi torna indietro per parcheggiare e riprendersi la navetta? Il tutto a pedaggio? Il tutto pronto per il 2015?
Mi stupisce poi che l'Assessore Masseroli ci creda. O, peggio, che glielo facciano credere. Gli telefonerò.
In attesa di una uscita pubblica che sto studiando con Damiano per la prox settimana, mi domando solo una cosa: non si era deciso di NON costruire parcheggi ad hoc per il nuovo quartiere dell'Expo? Che chi arrivava in auto avrebbe dovuto lasciarla lungo le autostrade a qualche chilometro e sarebbe poi stato portato sul posto con navette? E se invece c'è il tunnel, il povero visitatore dell'Expo cosa fa? Sbarca a Linate, trova una flotta di taxi e di auto a noleggio che lo attendono, per guidare in un panoramico tunnel sino alla Fiera? Eppoi torna indietro per parcheggiare e riprendersi la navetta? Il tutto a pedaggio? Il tutto pronto per il 2015?
Mi stupisce poi che l'Assessore Masseroli ci creda. O, peggio, che glielo facciano credere. Gli telefonerò.
lunedì 9 marzo 2009
16 febbraio 2009: "costruire città senz'auto"
Bello e interessante l'evento che il 16 febbraio ha lanciato il progetto "Green Life": alla Fondazione Catella a Milano, in un convegno affollato, sono stati presentati il dossier "Costruire città senz'auto" e il progetto di mostra internazione che si aprirà tra un anno alla Triennale di Milano. Il dossier in primo luogo: si tratta di una breve rassegna di quartieri di una ventina città del mondo intero, ristrurati o costruiti nuovi con lo scopo di essere vissuti con un bassissimo tasso di motorizzazione. Ecco la suggestione: la rivoluzione automobilistica è nate nelle città un secolo fa, così ora la civiltà post automobilistica nasce dalle città. Perché proprio nelle città si comincia a poter fare a meno dell'auto privata, con un gran miglioramento della qualità della vita. E così sappiamo che nel distretto di Vauban a Friburgo, un'area che comprende circa 2.000 edifici, non ci sono parcheggi liberi per le auto. Chi ne possiede una deve contribuire al costo delle infrastrutture che l'uso dell'auto richiede. Oppure nel quartiere GWL Terrein di Amsterdam, tra un edificio e l'altro invece di strade carrabili e parcheggi ci sono sentieri, piste ciclabili e prati. Sul sito di Green Life si trovano il dossier, le slides degli interventi, le foto. Cliccare per scaricare il comunicato stampa e due bei articoli del Corriere e Repubblica.
Al convegno sono intervenuti Edoardo Croci, assessore all'Ambiente del Comune di Milano, Manfredi Catella, amministratore delegato Hines Italia, società impegnata nella rigenerazione dell'area Porta Nuova, Fabio Casiroli, visiting professor DPA al Politecnico di Milano, Maria Berrini, presidente dell'Istituto Ambiente Italia, Aldo Colonetti, direttore scientifico dello IED e Andrea Poggio, presidente della Fondazione Legambiente Innovazione.
Al convegno sono intervenuti Edoardo Croci, assessore all'Ambiente del Comune di Milano, Manfredi Catella, amministratore delegato Hines Italia, società impegnata nella rigenerazione dell'area Porta Nuova, Fabio Casiroli, visiting professor DPA al Politecnico di Milano, Maria Berrini, presidente dell'Istituto Ambiente Italia, Aldo Colonetti, direttore scientifico dello IED e Andrea Poggio, presidente della Fondazione Legambiente Innovazione.
martedì 3 marzo 2009
19 novembre 2008: Centrale di mobilità
La Fondazione Legambiente Innovazione presenta in un affollato workshop in Camera di Commercio il suo primo progetto in vista dell'Expo 2015: La centrale di mobilità. Di cosa si tratta?
Un luogo fisico e virtuale in cui poter trovare informazioni personalizzate e servizi innovativi per spostarsi sul territorio, dove poter acquistare abbonamenti e offerte di viaggi integrati. Un luogo in cui poter acquistare, ad esempio, il biglietto per andare a teatro e allo stesso tempo prenotare l'auto o la bici messe a disposizione dai servizi di car sharing e bike sharing.
Vogliamo creare a Milano la prima Centrale di Mobilità italiana. Perché gli esempi virtuosi che sono nati e si sono sviluppati all'estero, ancora una volta fanno scuola. All'incontro (ecco il programma), infatti, hanno partecipato ospiti stranieri che hanno illustrato il funzionamento e i risultati raggiungi a Francoforte e nella regione austriaca della Stiria (ecco il file degli atti). Due casi che dimostrano come le Centrali di Mobilità siano in grado di modificare le abitudini dei cittadini, incentivando l'uso dei mezzi pubblici e fornendo servizi personalizzati. Al workshop, inoltre, hanno partecipato esponenti delle aziende di trasporto (ATM, AMA Milano, Trenitalia, SEA, Ferrovie Nord, Consorzio Trasporti Pubblici) ed esponenti delle istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione). E' stata questa anche l'occasione per presentare il Progetto di centrale di Mobilità che Legambiente ha presentato alla Fondazione Cariplo e alle Istittuzioni milanesi.
“Il futuro è fatto di integrazione fra tutte le forme di mobilità pubbliche e private presenti sul territorio - dichiara Legambiente -, a partire da un unico centro in cui trovare informazioni ed accedere facilmente a bici e auto a nolo, treni, tram e autobus. La proprietà dei mezzi sarà sostituita dall'accesso, anche in abbonamento, al mezzo più appropriato nel luogo e nel momento in cui serve: così si guarda oltre l'Ecopass e se ne giustifica l'estensione non solo alla città di Milano, ma a tutta la Regione”.
Le Centrali di Mobilità rappresentano una spinta verso la mobilità sostenibile e innovativa. Mobilità sostenibile perché vanno nella direzione di non incentivare il possesso diretto da parte dei cittadini di tutti mezzi di trasporto utili di volta in volta (bicicletta, moto, auto piccola, auto grande), mentre spingono le aziende pubbliche e private a offrire soluzioni di mobilità più comode e utili in base alla necessità. Mobilità innovativa perché permettono di sperimentare nuove tipologie di servizi, come l’attivazione dei mobility manager aziendali e pubblici e dei “ticket mobilità” per i dipendenti.
Tema fondante della nuova mobilità è l’integrazione di tutti i servizi disponibili sul territorio. Ciò che Legambiente chiama Abbonamento alla Città: un’unica tessera con cui viaggiare sul treno, sulla metropolitana e che permette di usufruire del car sharing e del bike sharing.
Un luogo fisico e virtuale in cui poter trovare informazioni personalizzate e servizi innovativi per spostarsi sul territorio, dove poter acquistare abbonamenti e offerte di viaggi integrati. Un luogo in cui poter acquistare, ad esempio, il biglietto per andare a teatro e allo stesso tempo prenotare l'auto o la bici messe a disposizione dai servizi di car sharing e bike sharing.
Vogliamo creare a Milano la prima Centrale di Mobilità italiana. Perché gli esempi virtuosi che sono nati e si sono sviluppati all'estero, ancora una volta fanno scuola. All'incontro (ecco il programma), infatti, hanno partecipato ospiti stranieri che hanno illustrato il funzionamento e i risultati raggiungi a Francoforte e nella regione austriaca della Stiria (ecco il file degli atti). Due casi che dimostrano come le Centrali di Mobilità siano in grado di modificare le abitudini dei cittadini, incentivando l'uso dei mezzi pubblici e fornendo servizi personalizzati. Al workshop, inoltre, hanno partecipato esponenti delle aziende di trasporto (ATM, AMA Milano, Trenitalia, SEA, Ferrovie Nord, Consorzio Trasporti Pubblici) ed esponenti delle istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione). E' stata questa anche l'occasione per presentare il Progetto di centrale di Mobilità che Legambiente ha presentato alla Fondazione Cariplo e alle Istittuzioni milanesi.
“Il futuro è fatto di integrazione fra tutte le forme di mobilità pubbliche e private presenti sul territorio - dichiara Legambiente -, a partire da un unico centro in cui trovare informazioni ed accedere facilmente a bici e auto a nolo, treni, tram e autobus. La proprietà dei mezzi sarà sostituita dall'accesso, anche in abbonamento, al mezzo più appropriato nel luogo e nel momento in cui serve: così si guarda oltre l'Ecopass e se ne giustifica l'estensione non solo alla città di Milano, ma a tutta la Regione”.
Le Centrali di Mobilità rappresentano una spinta verso la mobilità sostenibile e innovativa. Mobilità sostenibile perché vanno nella direzione di non incentivare il possesso diretto da parte dei cittadini di tutti mezzi di trasporto utili di volta in volta (bicicletta, moto, auto piccola, auto grande), mentre spingono le aziende pubbliche e private a offrire soluzioni di mobilità più comode e utili in base alla necessità. Mobilità innovativa perché permettono di sperimentare nuove tipologie di servizi, come l’attivazione dei mobility manager aziendali e pubblici e dei “ticket mobilità” per i dipendenti.
Tema fondante della nuova mobilità è l’integrazione di tutti i servizi disponibili sul territorio. Ciò che Legambiente chiama Abbonamento alla Città: un’unica tessera con cui viaggiare sul treno, sulla metropolitana e che permette di usufruire del car sharing e del bike sharing.
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